Il giro del Mediterraneo in Moto

La mia prima moto è stata una Gilera 124 Special Strada, comprata usata in società con il mio amico Bruno appassionato di moto. Non avevo mai guidato una moto ma ne ero enormemente attratto; allora ne giravano pochissime e quella in particolare era la più di moda tra i ragazzi della mia età.
Avevo da pochissimo preso il patentino e così montai in sella e da allora non sono più sceso, era più o meno il 1969

peppe irace

Dopo la Gilera ho avuto una Ducati 98, non so dire che modello fosse, e poi una Ducati Scrambler 250 che a volte mi faceva l’onore di partire e di andare per un po’.
Avevo fatto abbastanza pratica e nel ’71 comprai la mia prima moto “funzionante”, una Motoguzzi Falcone N500 militare, la comprai dalla concessionaria De Luca e in quegli anni conobbi anche Raffaele Zasso, ma questo è già scritto da qualche parte in questo sito.

Quello che non c’è scritto, invece, è che con il Falcone cominciò per me una lunga serie di bellissimi viaggi in moto, e per cominciare decidemmo insieme ad altri tre amici di fare il giro della costa del Mediterraneo. Italia, Francia, Spagna, Marocco, Algeria e Tunisia da dove alla fine prendemmo un traghetto che ci riportò a Napoli …un sogno lungo 9000 km.

…Erano davvero altri tempi

La preparazione della moto non fu particolarmente complessa, smontai le ruote e portai a sostituire le ganasce dei freni, da un fabbro di Agerola, amico di uno di noi tre, ci facemmo costruire i portapacchi con del tondino da 10 verniciato di nero, infine. per alloggiare meglio il passeggero (il Falcone aveva solo il sellino triangolare e uno strapuntino) montai un sellino con schienalino che mi regalò un amico che aveva lo Scrambler.
Niente ricambi, a parte una leva della frizione che si rompeva sempre (non ho mai capito perché) e, ovviamente, un cavo frizione e uno gas; pinze, cacciavite, chiavini da 10 e 14 e qualche fusibile. Per le bucature feci conto di non bucare… credo di non aver dimenticato niente.

Sull’abbigliamento sarebbe meglio tacere: una giacca di pelle comprata al mercato di Resina che mi stava così piccola che a stento si abbottonava, blue jeans, niente guanti, scarpe quelle che usavo di solito probabilmente di pelle nera a collo alto.

Partimmo da piazza Medaglie d’Oro nella tarda mattinata, qualcuno di noi si era attardato e quel giorno facemmo appena 200 km.  Forse non eravamo del tutto coscienti, stavamo per intraprendere un viaggio lungo e avventuroso e ci sembrava come andare a fare una semplice gita in costiera, davanti a noi la strada e tanta voglia di chilometri.

…le spiagge italiane, la Costa Azzurra, Barcellona, Malaga, Ceuta, Tangeri, le strade deserte, i villaggi e le spiagge sull’oceano Atlantico, Rabat, Casablanca, Algeri, Sidi Bou Said, Cartagine, Tunisi

Gli episodi, le avventure e gli incontri sono stati tanti ma questo non è un diario di viaggio, è solo l’invito a tutti gli appassionati di viaggi in moto ad “andare” senza preoccuparsi di troppe cose se non della gioia interiore e della spensieratezza, uniche vere cose da portare con sé.

“Take it easy” - Peppe Irace

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